Ci sono circa 200 paesi al mondo . Purtroppo , non sarò mai in grado di visitarli tutti , ma mi piace comunque informarmi su di loro , farmi un’idea di come sono fatti , che aspetto hanno , chi sono le persone che li abitano.
Spesso e volentieri navigo su Internet e mi lascio andare : visito il mondo , per scoprirne notizie e fatti e cercare di riempire i buchi neri nella mia mente che corrispondono ai luoghi che non ho mai visitato , cercando di riunire tutte queste nuove notizie e immagini e ricreare le varietà e le meraviglie della Terra nella mia mente , costruendo pian piano la mia conoscenza sul mondo.
Ho scoperto recentemente , per esempio , un fatto che mi ha incuriosito molto . Sembra che nelle sperdutissime isole artiche delle Svalbard , appartenenti al territorio della Norvegia , non solo è abitato da ben 2600 anime , ma esistono anche una settantina di immigrati thailandesi , e la storia del loro arrivo , alla fine degli anni ‘80 , è alquanto curiosa : uno svalbardiano , al tempo , sposò una thailandese conosciuta in vacanza nel paese asiatico , e la coppia decise di stabilirsi a Longyearbyer , la capitale delle Svalbard . Negli anni successivi arrivarono altri thailandesi a lavorare e vivere nelle isole , attratti dalle paghe altissime che in Thailandia hanno qualcosa di quasi fantascientifico e dal fatto che nelle Svalbard non serve avere il visto per abitarci. Il colmo è che sono tutti familiari, amici o amici di amici della prima thailandese giunta nelle isole . Ad oggi , la comunità thailandese è la principale minoranza straniera delle isole , ben integrati con gli svalbardiani di vecchia data , di origine norvegese e russa. A chi interessasse leggere l’articolo , eccolo qui ( è in inglese) ,ma non è delle Svalbard che vi voglio parlare oggi.
Siccome questo è un blog sul Portogallo , parliamo dei portoghesi!
Da quando studio portoghese sono più sensibile alle notizie che capto qua e la riguardanti i popoli che parlano questa meravigliosa lingua , le loro storie e le loro culture , e trovo sempre interessante vedere come uno stato relativamente piccolo come è il Portogallo sia riuscito ad influenzare tantissimi posti nel mondo e come entri nella storia di innumerevoli paesi , anche molto diversi tra di loro.
Ai portoghesi piace prendere in giro la propria posizione geografica dicendo di essere ” il sedere d’Europa ” ( espressione censurata . Potete immaginare che il termine sia un’altro ..) , dimenticato dal resto del continente . Da una parte ciò risulta vero , dato che gli unici vicini che i portoghesi hanno sono gli amati/odiati spagnoli e per il resto è tutto oceano . Non dimenticano mai , però , come nel corso della storia si siano riscattati di tale sentimento periferico navigando in giro per il mondo.
Quando dico che i portoghesi sono un popolo di navigatori , mica parlo di noccioline : furono i primi ad avventurarsi oltre il Capo Verde ( non parlo delle isole ma del punto più occidentale dell’Africa , in cui si trova la capitale senegalese Dakar) e a doppiare il Capo di Buona Speranza , nell’odierno Sudafrica , e furono i primi europei ad arrivare effettivamente in India via mare ( Colombo , come tutti sanno , scoprì l’America pensandola l’India , e fu incaricato dalla Spagna affinchè trovasse una via più corta per raggiungere il territorio che non fosse la circumnavigazione dell’Africa , ormai dominio portoghese) . Esploratori ben noti come Bartolomeu Dias e Vasco da Gama ed altri meno noti ad orecchie non portoghesi viaggiarono per i più sperduti angoli della Terra alla ricerca di commercio e scambio , e costruirono porti , fortezze e relazioni commerciali in moltissime coste.
Retaggio dell’Impero che resse fino agli anni ‘70 del secolo XX erano una serie di colonie , localizzate soprattutto in Africa . Se parliamo , quindi , dei domini portoghesi , questi sono conosciuti , ma ciò che trovo estremamente interessante è trovare traccie di influenza portoghese in territori che di fatto ebbero contatti col Portogallo per breve tempo , cioè prima che arrivassero Inglesi , Francesi e Olandesi .
L’influenza lusitana si nota nelle tantissime fortezze e chiese lasciate dai portoghesi in Africa , Asia e America , soprattutto nei territori dove si fermarono più a lungo. Un’esempio di ciò è la foto che vi propongo oggi , che non è stata scattata da me perchè purtroppo in Mozambico non ci sono mai stata. Altri esempi da flickr sono questo particolare di fortezza tipicamente portoghese che da su una baia a Luanda , Angola , una chiesa di cui ormai rimane solo la meravigliosa facciata a Macao,Cina , un ristorante portoghese chiamato Fatima ( nome femminile molto diffuso in Portogallo) a Goa , India , un castello ad Hormuz , Iran , un’antica fortezza a Malacca, Malaysia , una cisterna in stile manuelino a El-Jadida,Marocco , il centro storico di Salvador de Bahia,Brasile , il Fort Jesus a Mombasa,Kenya e gli esempi andrebbero avanti!
Esistono , inoltre , numerosi prestiti linguistici portoghesi in lingue con cui il Portogallo è entrato storicamente in contatto . Le influenze si concentrano maggiormente in parole utilizzate a livello commerciale . Qualche esempio :
In Giapponese , per dire Tabacco si dice ” Tabak” , dal portoghese Tabaco. Pane si dice “Pan” , dal portoghese Pão . Bottone si dice ” Botan” , e deriva da Botão.
In Swahili , Vino si dice ” Mvinyo” , e deriva dal portoghese Vinho . Tabacco si dice “Tumbaku” , e deriva da Tabaco , che tra l’altro in portoghese si legge ” tabacu” . Scarpa si dice “Sapatu” , dal portoghese Sapato , che appunto si legge come viene scritto in Swahili. Caso interessante dello Swahili : la parola “Gereza” deriva dal portoghese Igreja , che vuoldire chiesa …Ma in Swahili gereza vuoldire …prigione! Tale accostamento è da tracciarsi all’oppressione da parte del clero sul il popolo autoctono durante il colonialismo.
In Bahasa indonesiano ( la lingua ufficiale dell’Indonesia) , bambola si dice ” Boneka” , dal portoghese Boneca . Ballo si dice ” Dansa” , dal portoghese Dança. Chiesa si dice Gereja , da Igreja . Burro si dice “Mentega” , da Manteiga.
In Tamil cingalese ( Sri Lanka ) , Finestra si dice Jannal , che deriva da Janela. Scarpa si dice Sapattu , da Sapato . Biscotto si dice Viskottu , da Biscoito.
Infine , per rimanere in territorio conosciuto , le parole italiane che usiamo e che derivano dal portoghese sono :mais, patata, condor, lama, banana, cocco, mandarino (originariamente cinese), pagoda, casta.
Nemmeno il cibo è esente dalle influenze . Il Portogallo è presente nella cucina brasiliana in piatti come la Feijoada ( esiste infatti la variante portoghese e brasiliana ) e la caldeirada , mentre il famoso Vindaloo , piatto indiano con origine a Goa , mostra l’influenza portoghese nell’abbinare l’ aceto all’ aglio . Inoltre sapevate che la nota tecnica di frittura giapponese chiamata Tempura fu introdotta da missionari e commercianti portoghesi in Giappone a metà del 16esimo secolo?
Come è piccolo questo mondo!
( ps. la foto postata oggi non l’ho fatta io , proviene da flickr. E’ stata scattata nell’Isola di Moçambique , che diede il nome al paese a cui ora appartiene , ovvero il Mozambico)